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domenica 4 gennaio 2015

Rigoletto (1) - Lettura per bambini


Sempre "navigando" su internet alla ricerca di libricini per bambini sulla musica e sull'opera, ho trovato questo libro "quadrato" nel formato su Rigoletto, una delle opere più celebri di Giuseppe Verdi. Come è avvenuto per La Bohéme, ho in programma una lezione all'Università degli Anziani di Cortina d'Ampezzo su Rigoletto e così ho deciso di presentare quest'opera anche sul blog, cercando di adattare le mie ricerche ad un pubblico più giovane... i nonni che verranno alla mia lezione, saranno certamente in grado di "guidare" i loro nipotini alla scoperta di questo capolavoro, leggendo e ascoltando i materiali che ho raccolto.

Il libricino da cui partiamo oggi per il nostro XVII piccolo viaggio musicale, si intitola "La storia di Rigoletto", è scritto da Carlo Scheggia e illustrato da Cecilia Tamburini per Edizioni Simple, in collaborazione con fabbricadellefavole e con il patrocinio del Comune di Macerata. Prezzo: 14 euro.

Il critico e musicologo Enrico Girardi scrive nella prefazione intitolata "Sui giovani lettori": "Nessun'arte come la musica è capace di dare un nome ai sentimenti. Senza Verdi, senza Wagner, senza Mozart (e io aggiungo senza Puccini), sarebbe infatti più difficile sapere dell'amore e dell'odio, dell'ira, della tenerezza, della malinconia, della cattiveria, della bontà...." e continua "quando un bambino scopre che Verdi, Wagner e Mozart parlano direttamente al suo cuore e alla sua intelligenza s'innamora di questo universo, inizia a percepirlo non come luogo museale lontano da sè, ma come un luogo in cui specchiarsi e conoscere di sè e del mondo."

Cominciamo a raccontare la storia in modo semplice, seguendo questo libretto. Poi, analizzeremo l'opera di Verdi più nel dettaglio e vedremo anche altri libri, filmati, cartoni...

Siamo nella bella città di MANTOVA, tanti anni fa....

Il palazzo di Mantova

A Mantova c'era un DUCA, molto potente, ma piuttosto sciocco. Pensava solo a divertirsi, specialmente con le donne, e non si preoccupava dei propri cittadini.

Il Duca viveva nel Palazzo Ducale, una vera reggia. C'erano sale grandissime, porte lucenti e lampadari magnifici, mobili elaborati e una schiera di servitori. 

A palazzo, come spesso capitava, c'era una festa. Dame e Cavalieri erano vestiti con abiti meravigliosi e la musica risuonava per tutta la sala.

Ed ecco il Duca di Mantova, bello ed elegante, ma con un sorriso che sembra dire "NON FIDATEVI!"...

La festa a Palazzo...
Il suo unico interesse sono le DONNE, aveva uno spirito LIBERTINO (cioè non vuole una fidanzata sola ma tante...). In questa serata il DUCA comincia a corteggiare la CONTESSA DI CEPRANO, facendo adirare il di lei marito CONTE DI CEPRANO.

Ecco la scena, che comincia con la famosa Aria del Tenore (qui Luciano Pavarotti) "Questa o quella per me pari sono" e continua con "Partite... crudele...":

TESTO:
Questa o quella per me pari sono
a quant’altre d’intorno mi vedo;
del mio core l’impero non cedo
meglio ad una che ad altra beltà.
La costoro avvenenza è qual dono
di che il fato ne infiora la vita;
s’oggi questa mi torna gradita,
forse un’altra doman lo sarà.
La costanza, tiranna del core,
detestiamo qual morbo, qual morbo crudele;
sol chi vuole si serbe fidele;
non v'ha amor, se non v'è libertà.
De'mariti il geloso furore,
degli amanti le smanie derido;
anco d'Argo i cent'occhi disfido
se mi punge, se mi punge una qualche beltà,
se mi punge una qualche beltà.



Ma chi è allora Rigoletto? Che dà il titolo all'opera? Rigoletto è un uomo molto brutto e con la gobba, che fa il GIULLARE DI CORTE, cioè ha il compito di far ridere il Duca e gli altri potenti. A quel tempo era abitudine averne uno a corte. Il giullare è detto anche BUFFONE. Rigoletto però non si limitava a fare battute e giochi, ma era anche un po' birbone. Era cattivo con tutti ed era pronto a tutto pur di essere apprezzato dal Duca. E a chi lo minacciava, lui rispondeva: "nessuno può toccarmi perchè sono un protetto del Duca!"

Il Duca di Mantova, infatti, era così potente che nessuno avrebbe fatto del male a Rigoletto. 

Ma un giorno arriva a Palazzo un signore molto arrabbiato: il CONTE DI MONTERONE. Il Duca, infatti, aveva sedotto la di lui figlia e Monterone vuole vendicarsi. 

Arriva a Palazzo e davanti a tutti lancia una terribile MALEDIZIONE contro il Duca e il suo fido buffone.

Rigoletto nell'illustrazione del libro
Per proseguire la storia, occorre svelare un segreto di Rigoletto:

Rigoletto aveva una figlia molto bella di nome GILDA alla quale era affezionatissimo e con la quale si comportrava da padre premuroso. Gilda non aveva più la mamma. Aveva un rapporto speciale con la custode GIOVANNA, con la quale viveva e si confidava.

Gilda era stata notata per la sua bellezza anche dal Duca (ovviamente) che, per corteggiarla, fa un po' come il Conte di Almaviva del Barbiere di Siviglia: si finge uno studente di nome Gualtiero Maldè.

Una notte il Duca, aiutato da Giovanna, la custode e amica di Gilda, si intrufola in stanza di Gilda e i due si promettono amore per l'eternità... (ma il Duca di Mantova non è come il Conte d'Almaviva!!).

Si sentono dei rumori e il Duca scappa.

Gilda rapita dai cortigiani mascherati
Ma chi sta arrivando? Sono dei cortigiani, mascherati, che hanno pensato di fare uno scherzo a Rigoletto: rapire Gilda (che pensavano fosse la sua fidanzata e non sua figlia!). Gli uomini cattivi prendono Gilda e la nascondono proprio nel palazzo del Duca, ma il Duca non sa nulla di questo "scherzo".

Ecco la MALEDIZIONE che si avvera... ma non è finita qui!

Rigoletto torna a casa e non trova più Gilda e si dispera...

Rigoletto disperato dopo il rapimento di Gilda
Corre a palazzo in cerca di Gilda, ma non la trova da nessuna parte. 

Disperato, implora i cortigiani di restituirgli la figlia. 

Gilda viene liberata e racconta tutto al suo papà, che si era innamorata di un giovane studente e che poi aveva scoperto che in realtà era il Duca... Rigoletto le dice di non fidarsi del Duca, ma Gilda lo ama e non riesce a rinunciare.

Rigoletto, per dimostrare a Gilda la natura vera del Duca, la porta presso una locanda, ove era solito andare il Duca per passare spensierate serate con fanciulle e alcool... 

Rigoletto fuori dalla locanda
Gilda vede il suo amore che corteggia spudoratamente un'altra donna, MADDALENA, la sorella di SPARAFUCILE, proprietario della locanda e assassino a pagamento (un brutto ceffo!) ... ed è qui che il Duca canta "La Donna è mobile" che è una delle arie più famose della storia del Teatro d'opera... (vedi prossimi Post!)

Rigoletto chiede a Gilda di tornare a casa
Gilda si rende conto della disonestà del Duca, ma nonostante tutto continua ingenuamente ad amarlo...

Rigoletto suggerisce a Gilda di andare a casa, vestirsi da uomo per non essere riconosciuta e scappare a Verona; poi medita una vendetta contro il suo padrone il Duca. Chiede a Sparafucile di uccidere il Duca quella stessa notte in cambio di 20 monete. 

Intanto il cielo si fa scuro.

Sparafucile rivela a sua sorella che è stato pagato per uccidere il Duca quella stessa notte.

Maddalena chiede al fratello di risparmiare il Duca perchè anche lei ne è innamorata. "Ho un'idea" gli dice, "uccidi il primo uomo che entra nella locanda, la metti in un sacco e la consegni a Rigoletto"...

Chi sarà la prima persona a entrare nella locanda? Ahimé è Gilda! Che non era scappata a Verona, ma era tornata in abiti maschili presso la locanda perchè aveva sentito il piano di Maddalena: è Gilda stessa che decide di sacrificarsi per amore: va incontro alla morte. 

Sparafucile uccide Gilda e la mette in un sacco e lo consegna a Rigoletto. Questi, prima di gettare il sacco nel fiume, sente la voce del Duca che canticchia nella sua stanza della locanda.. ma allora chi c'è nel sacco? Rigoletto lo apre e... MALEDIZIONE! trova sua figlia, ancora viva ma colpita a morte...

La scena della morte di Gilda
Gilda, morendo, dice al padre che lassù in cielo, accanto a sua madre, pregherà in eterno per lui...


Per mamma e papà: IL MAESTRO RICCARDO MUTI "LEGGE" RIGOLETTO, Università Bocconi, 1994, I Parte









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