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mercoledì 6 dicembre 2017

Al Teatro Regio per Il Piccolo Principe


"L'ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI"

Nuova produzione per bambini al Teatro Regio di Parma: Enrico Melozzi mette in musica il libretto di Stefano De Luca, adattamento dal Best Seller per l'infanzia: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry.

L'inizio del racconto
Un vecchio aviatore racconta ad un gruppo di bambini la storia del Piccolo Principe. Su di un palcoscenico allestito con oggetti poveri e semplici, principalmente scatoloni di cartone, si alternano i vari personaggi del celeberrimo racconto: una rosa, un re, un vanitoso, un ubriacone, un avido proprietario di stelle, un lampionaio, un geografo, un serpente, una volpe che vuol essere addomesticata. A tutto questo, già presente nel libro, che è il manifesto della fantasia, del valore del racconto, del sogno, dell'importanza di ciò che c'è dietro alle cose, dell'amicizia, della curiosità, del viaggio... questo spettacolo aggiunge l'unica cosa che manca, e che invece è altrettanto importante per la felicità: la musica. Ed ecco che da racconto a favola musicale, il Piccolo Principe si completa. Ogni personaggio si fa portatore di un diverso "sound" o stile musicale: da Händel e l'opera barocca a Mozart a Rossini, dalla Rivista al Musical, da Bernstein a Britten... c'è davvero un po' di tutto e il geografo entra in scena canticchiando l'Aria di Cherubino da Le Nozze di Figaro, La Donna è Mobile dal Rigoletto e Largo al factotum da Il Barbierte di Siviglia. La scrittura musicale mi è molto piaciuta. Complimenti a Enrico Melozzi.

Il Vanitoso
La musica è più che piacevole e nella scena del vanitoso riesce a coinvolgere il pubblico di bambini abbastanza irrequieti in un allegro battimani. Bravissimo caratterista Davide Urbani, che impersona anche il lampionaio (suggestivo effetto luce con davvero un nulla) e il serpente.

Il lampionaio
Bravi tutti, come attori e cantanti anche se la voce amplificata in stile musical non è mai come ascoltare una voce non filtrata dal microfono. Ma per "superare" l'entusiastico vociare del giovane pubblico (e degli insegnanti) è una scelta azzeccata. Bravissime Laura Catrani nella parte del Principe vestito di giallo, il fiore Rosa Elizabeth Hertzberg e la Volpe Giovanna Iacobellis. Particolarmente lodevole la scelta registica di Stefano De Luca di rappresentare l'ubriacone (Lorenzo Malagola Barbieri, anche Geografo) non utilizzado il solito stereotipo del clochard ma un ragazzotto dei giorni nostri tutto tatuato, con la cresta e la maglietta con un teschio... come a dire, ragazzi, l'ubriacone di oggi è il giovane senza sogni, di poca sostanza (stile fan di Fedez per stare in tema, dato che Parma lo ospiterà a Capodanno...), il bullo insomma. E anche la scelta di dare accento chiaramente milanese all'uomo ossessionato dal possesso (e lo dico da milanese...), Eugenio Maria Degiacomi, anche re. Bravo nella parte del narratore/aviatore Luca Criscuoli e i bambini del Coro di Voci Bianche di Gabriella Corsaro, alcuni ancora acerbi, ma tutti sul palco con il cuore.

L'ubriacone d'oggi
L'Orchestra del Liceo Musicale Bertolucci fa quel che può, in un paese che taglia e taglia fondi alla formazione musicale professionistica. Alcuni di loro hanno in mano uno strumento da un paio di anni, mentre una volta i Conservatori garantivano una formazione di base fin da tenera età. Fin troppo bravi dunque, e sicuramente si sono aggiustati nell'inonazione e nell'intesa in corso d'opera. Il Direttore Stefano Franceschini trova l'energia per far uscire il meglio da ciascun giovane musicista. È un buon punto di partenza. Bravi i ragazzi del Liceo Artistico "Paolo Toschi".
La Rosa
Scena finale

Applausi a tutti

domenica 3 dicembre 2017

A Reggio Emilia per il Concorso Steinway

Lo Steinway che aspetta di essere suonato
Viaggio musicale da protagonisti a Reggio Emilia, per la fase regionale del Concorso Steinway 2017. Occasione per mettersi alla prova, testare la propria capacità di reggere la tensione, confrontarsi con gli altri, più grandi, più piccoli, della stessa età. Fa sempre piacere passare un pomeriggio in mezzo a tanti appassionati di musica, giovani, che fanno della loro passione una ragione di vita. E per i genitori è sempre bello condividere paure, fatiche, soddisfazioni. Sono momenti in cui alla fine ognuno mette alla prova se stesso. Vada come vada... Così si è fatto, è andata molto bene. Arrivederci a Verona! 

La premiazione

Il concorso è stato ospitato dalla storica Casa Musicale Del Rio di Reggio Emilia del Signor Luciano che ci mette anima e cuore, aiutato dalla figlia Lorella. La Commissione era presieduta dal Maestro Carlo Guaitoli, aiutato dai Maestri Alberto Arbizzi e Roberto Guglielmo. 

Sono passati alla finale di Verona, vincendo il Primo Premio:

Cat. A Arianna Castellani (7 anni): Mendelssohn, Romanza senza parole op. 30; Bartok, Danze popolari rumene.
Cat. B Antonio Mastrosimone (9 anni): Mozart, 6 variazioni da "Ah vous dirai-je maman"; Rachmaninoff, Valzer op. 10 n. 2
Cat. C Antonio Alessandri (11 anni): Chopin, Studi op. 25 n. 1 e 2; Prokof'ev, "Vision Fugitives" n 1,2,4,5,10.
Cat. D Virginia Benini (14 anni): Bach, Preludio e fuga in do minore BWV 847; Rachmaninoff, Elegia op. 3 n. 1.


Abbiamo fatto una piacevole passeggiata a Reggio Emilia, raccogliendo qualche curiosa foto natalizia e non:




mercoledì 22 novembre 2017

A Cremona: CARMEN!

Giacomo e Antonio davanti al Teatro Ponchielli
Per i due UNDER 12 aumenta la lista dei Teatri d'opera frequentati: Teatro Regio di Parma, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Pavarotti di Modena, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro dell'Opera di Firenze, Teatro Verdi di Fiorenzuola, Teatro alla Scala di Milano, Opera di Vienna, Teatro de Liceu di Barcellona e ora anche Teatro Ponchielli di Cremona... spettatori da medaglia, che ormai hanno anche un certo allenamento fisico e mentale: Giacomo ha resistito I e II atto, mentre Antonio ha ascoltato in religioso silenzio senza cali di attenzione l'intera opera (e Carmen non è cosa da nulla con i suoi 4 atti e 3 ore e mezza di musica!). Il Maestro Carlo Goldstein, energico quarantenne intellettualmente preparatissimo, ha diretto a memoria: ai tempi di Arturo Toscanini si sarebbe gridato al miracolo, al prodigio, ma ormai passano inosservate anche le più evidenti eccellenze. Tra i giovani direttori meriterebbe senz'altro maggiore visibilità e qualche porta aperta in più, ma lui appare totalmente appagato (e pagato...) dalla musica. E non solo prodigiosa è la sua memoria, ma anche l'accuratezza con cui ha diretto la sua Carmen, mai sopra le righe, sempre misurato con intelligenza e attento a fare emergere le raffinatezze della scrittura di Georges Bizet. 

La platea del Ponchielli
 Carmen è un'opera meravigliosa, che abbiamo sviscerato in ogni suo aspetto, attraverso libri, cortometraggi, messinscena casalinghe: https://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/search/label/Carmen
Entriamo nel palco
A volte mi chiedo come si possa vivere senza ascoltare musica. Per fortuna il teatro era pieno e non solo di anziani. I prezzi del Ponchielli sono assolutamente abbordabili (20 euro la Galleria e 55 la platea e 12 per gli studenti) e ancora una volta mi trovo a dover sottolineare che un concerto di musica leggera costa certamente di più e di più costa andare allo stadio o in discoteca. E' solo pigrizia intellettuale e mancanza di basi che consentano di apprezzare il Teatro d'opera. In questo la scuola è colpevole. Anzichè fare righe di "stanghette e palline" forse sarebbe meglio studiare Storia della Musica come si studia Storia dell'Arte... solo così viene voglia di studiare poi uno strumento... non certo partendo dai battimani su canzonette o dal flauto di plastica o dalla tastiera a una mano.

Pronti...
La musica, l'opera sono fabbriche di bellezza e di emozioni. Non ha senso privarsene per pregiudizio, pigrizia, ignoranza. Speriamo...

Il M° Goldstein

Intervallo a passeggio per la città

Applausi finali


Saluti in camerino

venerdì 10 novembre 2017

A RAVENNA, studiando i BIzantini

Davanti al Battistero Neoniano
Quando si studia qualcosa a scuola non c'è metodo migliore per fare amare di più gli argomenti affrontati in classe: un viaggio per vedere, toccare, ascoltare ciò che si è imparato. E così siamo partiti per Ravenna, non appena è caduto, sul libro di testo, l'Impero Romano d'Occidente. E siamo andati a visitare Ravenna, dove sono ben 8 i siti Patrimonio Unesco. E stupisce quanta poca gente ci sia, mentre sono sempre tutti in coda per il Duomo di Milano o per la Sagrada Familia a Barcellona... senza nulla toglier a questi due capolavori architettonici... cos'hanno in meno i mosaici di Ravenna? Non sono forse ancor più impressionanti?
San Vitale, esterno
Purtroppo ciò che conta oggi è la capacità di valorizzare le bellezze con un marketing adeguato: l'evento che attiri, la pubblicità, l'idea che o ci si va in quei giorni o si perde l'occasione... pare che tutto funzioni così. Peccato... per chi a Ravenna non ci va. Non per noi, che abbiamo potuto visitare tutto senza fare code, in pace e tranquillità. 

San Vitale, interno
I primi mosaici che abbiamo ammirato sono quelli della Basilica San Vitale. Basilica consacrata nel 548. I Mosaici famosi sono quelli di Teodora e Giustiniano con Massimiano.
San Vitale, mosaico di Giustiniano
Da qui a Galla Placidia, piccolo mausoleo che Galla, figlia di Teodosio, si fece edificare per sè. Anche qui i mosaici sono meravigliosi, Abbiamo scelto i Cervi alla fonte.

Galla Placidia, esterno

Galla Placidia, interno
 Verso Apollinare Nuovo, ci siamo fermati per ammirare un particolare che piace ai bambini, ma anche a noi: nella Chiesa di San Francesco, una delle più antiche, vi è una cripta invasa dall'acqua dolce, in cui per una particolare ricchezza di ossigeno, vivono pesci rossi che nuotano liberamente sul pavimento decorato. Incredibile! 

San Francesco, esterno


Cripta con pesci
Sant'Apollinare Nuovo, esterno
Sant'Apollinare Nuovo colpisce per la grandiosità dei suoi mosaici: due livelli di decorazioni ininterrotte per tutta la lunghezza della navata centrale.

Sant'Apollinare nuovo, mosaico interno
Sosta al Parco cittadino che sorge nei pressi del Museo d'Arte contemporanea che però abbiamo "saltato" per non caricare i ragazzi con troppe visite.

Museo d'Arte Contemporanea, esterno

Al parco, pausa
Molto interessante la visita al TAMO, museo dei mosaici. 
Al TAMO, Mosaici

Al TAMO, Mosaici

Al TAMO, Mosaici


Battistero Neoniano, interno
E stupenda la sosta al piccolo ma ottimamente allestito Museo delle bambole e dei balocchi, nei pressi di Piazzale Kennedy, gestito da un'anziana signora adorabile che ci ha magnificamente illustrato l'esposizione. 

Al Museo delle bambole e dei Balocchi

Teodorico in bicicletta....
Il Battistero degli Ariani, come quello Neoniano, ha la volta decorata con un mosaico rafficurante il Battesimo di Cristo: con San Giovanni Battista e la personificazione del fiume Giordano (con tanto di chele di granchio in testa!)

Battistero degli Ariani, esterno
A piedi verso la Rocca Brancaleone, che ci ha ricordato la nostra Cittadella, perchè all'interno sorge un altro parco pubblico. Di qui al mausoleo di teodorico, dove abbiamo raccontato la leggenda del fulmine che anche il poeta Carducci ha narrato in una sua poesia: Teodorico credeva di poter scampare alla funesta predizione, ma il fulmine squarciò il tetto di pietra (e si conserva la crepa!) e lo colpì mentre si faceva il bagno nella vasca che si può ammirare all'interno). Un cavallo nero, poi, venne a prendere il suo corpo e lo buttò nell'Etna!

Rocca Brancaleone

Mausoleo di Teodorico

Mausoleo di Teodorico, interno, vasca
Ancora Mosaici alla Domus dei Tappeti di Pietra: 42 atanze pavimentate a mosaico, scoperte negli anni Novanta mentre si scavava per costruire un garage!

Alla Domus dei Tappeti di pietra
La Darsena
Passeggiata lungo il canale, con l'odore del mare. Zona meno bella di Ravenna che andrebbe riqualificata. Come sempre vicino alle stazioni le città offrono il peggio di sè.
Bellissimo il Teatro... peccato non esserci mai stati.

Il Teatro Dante Alighieri
 Tomba di DAnte... emozioni mie. Troppo per i ragazzi che sono ancora alle elementari e medie.

La Tomba di Dante
L'ultimo giorno, prima di lasciare il nostro bellissimo appartamentino in Via Lametta dalla signora Lilly, visita a Sant'Apollinare in Classe. Un po' stanchi, ma felici. Sicuramente arricchiti, nella mente e nello spirito.
Sculture moderne davanti a S. Apollinare in Classe

Sant'Apollinare in classe, esterno

Sant'Apollinare in classe, interno