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mercoledì 14 giugno 2017

PVM PRESENTA: IL FESTIVAL DELLA PAROLA A PARMA 26/28 GIUGNO 2017

IL PALCO DEL FESTIVAL DELLA PAROLA
Comincio con oggi una nuova attività. Non racconterò "solo" i viaggi cultural-musicali che intraprendiamo noi di Piccoli Viaggi Musicali, ma suggerirò ai nostri amici "followers" dei viaggi da non perdere, presentando quello che offre ai suoi cittadini PARMA, per contribuire a rilanciare la nostra città dal punto di vista culturale. E comincio con il FESTIVAL DELLA PAROLA, manifestazione itinerante giunta alla sua IV edizione, nata per portare a Parma occasioni di dibattito colto, spettacoli dal vivo, momenti musicali rilanciando luoghi della città da valorizzare. La sede di quest'anno è la CORALE VERDI, luogo storico di Parma situato all'interno del Parco Ducale: Verdi, musica, canto, melodramma, ma anche cucina tradizionale, lambrusco, salumi, parmigiano... da degustare presso il ristorante che è anche LA CORALE VERDI. Un invito a nozze per i parmigiani, ma anche per i turisti che cominciano a popolare la nostra città. 





Tutti gli eventi del FESTIVAL sono a ingresso LIBERO, con la possibilità di contribuire al finanziamento... mangiando! Proprio così, perchè dalle 20.00 sarà possibile sedersi a tavola con solo 15 euro a testa e assaggiare uno dei tre diversi MENÙ DELLA PAROLA proposti (PRENOTARE TELEFONANDO A SINAPSI 0521/774646 o ALLA CORALE VERDI 0521/208291).


Il FESTIVAL è incentrato su 5 PAROLE CHIAVE:

1. MEMORIA

2. TESTIMONIANZA

3. ATTENZIONE

4. GIOVANI

5. FUTURO


LUN 26: alle 18.30 ARRIVO AL PARCO DUCALE delle biciclette de L'AGENDA RITROVATA DI PAOLO BORSELLINO  - https://www.facebook.com/agendaritrovata/ e ORA BLU il progetto - CUI SEGUE, ALLE 19, IL DIBATTITO "LA SPERANZA NON MUORE MAI" con Salvatore Borsellino, Margherita Asta (guarda la sua testimonianza) e Fabrizio Coniglio. 

L'appuntamento serale delle 21.30 è lo spettacolo "SANGUE NOSTRO" con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani.  

MAR 27:  alle 19 Parma incontra Umberto Galimberti http://www.umbertogalimberti.it/ in "GENERAZIONE USA E GETTA" con Andrea Pontremoli e Giorgio Triani. Finalmente anche a Parma discussioni colte su temi di attualità sociale. 

Dopo cena, alle 21.30, due redattori de IL LERCIO.COM in "LO SPORCO CHE FA NOTIZIA: LERCIO MAGISTRALIS", per parlare di tutte quelle fake news di cui non se ne può proprio più ma nelle quali purtroppo ci si imbatte di continuo sul web con esiti nefasti (vedi recenti polemiche su omeopatia e vaccini). A seguire, proiezione del documentario "AFRICAN LULLABY", sulla scelta trasgressiva di una donna africana di fare "outing" sulla sua sieropositività convincendo altre donne a fare lo stesso. Il documentario è frutto della sinergia di due giovani parmigiani. 

MER 28: alle 19 "ALLENIAMO IL PRESENTE, ALLEVIAMO IL FUTURO" con Sergio Pirozzi, Luca Ponzi e Mario Furlan, altro interessante dibattito su tmi d'attualità.

Gran finale con sorpresa, alle 21.30: IN MEMORIA DI TE, concerto in ricordo dell'amico cornista parmigiano Pier Antonio Pesci, con musicisti del TEATRO ALLA SCALA DI MILANO, che erano suoi colleghi e amici. Una sorpresa è attesa... cosa accadrà?





A fianco del FESTIVAL vero e proprio, ma integrati e legati fortemente, ci sono una serie di APPUNTAMENTI PER BAMBINI all'interno della BIBLIOTECA DI ALICE nella Serra del Parco Ducale: LA PAROLA AI BIMBI


ORARIO: 16.30 E 17.30 (DOPPIO TURNO DI LABORATORI DA 15 BAMBINI. GRATUITI SU PRENOTAZIONE ALLO 0521/031751 o alice@comune.parma.it 

LUN 26:  LEGALITA' IN VOLO, nella giornata dedicata alla lotta alla mafia, l'aquilone come simbolo di libertà. Gli Aquiloni accoglieranno l'Agenda ritrovata di Paolo Borsellino in arrivo su due ruote al Parco Ducale intorno alle 18.30.

MAR 27: PINOCCHIO E L'ARTE DI DIVENTARE GRANDI, si parla delle bugie, nella giornata dedicata alle bugie che si affollano sui nuovi mezzi di informazione. I Bimbi vedranno i Pinocchietti di legno scolpiti dalle abili mani di Mauro Olivotto detto Lampo (leggi), animati dai componenti di UNIMORE, gruppo di Teatro di animazione dell'Università di Reggio Emilia. 

MER 28: METTIAMOCI ALL'OPERA, avvicinamento all'opera lirica attraverso musica, corpo, movimento, teatro. Una pluralità di linguaggi che solo il Teatro d'opera offre tutti assieme! 


MAIN SPONSOR: OPEM http://www.opem.it/

SPONSOR: NETPROJECT http://www.net-project.it/, SINAPSI GROUP http://www.sinapsigroup.com/

CON IL PATROCINIO DI: PARMA, IO CI STO! http://www.parmaiocisto.com/

IN COLLABORAZIONE CON: CORALE VERDI, BIBLIOTECA DI ALICE, L'AGENDA RITROVATA, LIBRERIA VOLTAPAGINA, FIAB, LIBERA CONTRO LE MAFIE, UNIMORE, GALLANI ARREDAMENTI. 

Conferenza stampa

A Piacenza per INCO_NTEMPORANEA

Giacomo Putorti
Musica contemporanea a Piacenza, che si dimostra ancora una volta città attiva da un punto di vista culturale e in particolar modo musicale. I cinque incontri di MAGAZZINOMUSICA a Milano, con altrettanti compositori contemporanei e pianisti che hanno interpretato davanti a loro, dialogando con loro, le recenti composizioni pianistiche, si sono trasformati in un concerto a 10 mani. Cinque giovani e bravi pianisti hanno riproposto i brani studiati per la rassegna INCO_NTEMPORANEA, organizzata dal gruppo di studenti COLLETTIVO 21, che portano al pubblico la musica contemporanea, spesso così chiusa in nicchie poco frequentate. 

La sala Consigliare di Piacenza
Certo, non è facile all'ascolto. Spesso troppo cerebrale e volutamente difficile, che fatica a smuovere le corde che così magicamente fanno vibrare certe melodie più "popolari". Gioca alla citazione colta, al ribaltamento di regole compositive, all'esplorazione di sonorità dissonanti, ad esplorare ritmi e contrasti inaspettati. Ma alla fine, crea dibattito, confronto, discussione... tra il pubblico, tra artisti e pubblico, tra compositori e artisti, tra pubblico e compositori. Nessuno discute più sull'assoluta bellezza di un brano di Schumann o di Chopin... caso mai se ne discute l'interpretazione. In questi contesti, invece, si discute sul brano più ancora che sull'interpretazione (nonostante fosse davvero notevole quella dei cinque pianisti) perchè non si hanno termini di paragone e nessuno conosce la pagina scritta, anche se alcuni brani sono già stati pubblicati e/o eseguiti in pubblico più volte.  


Carlo Boccadoro, Federico Gardella, Carlo Galante, Nicola Campogrande e Silvia Pepe, questi i compositori. Federico Pulina, Giacomo Putorti, Giovanni Pisanu, Yegeni Galanov e Olga Karmyzava i pianisti. Tutti studenti al Conservatorio Nicolini di Piacenza nella classe del Maestro Davide Cabassi, che con Primavera di Baggio è tra i sostenitori del Festival di Musica Contemporanea piacentino. 

Esperienza che fa crescere. 


martedì 13 giugno 2017

A Piacenza per VIVIMORIGI BORGO FESTIVAL 2017

Eevgeni, Federico e Olga
VIVIMORIGI significa dare nuova vita ad un quartiere di Piacenza che viene identificato come "zona ospedale". (LEGGI) E come tutte le zone ospedale delle città è considerata una zona un po' di serie B. Ma a pochi passi dall'ospedale sorge un bellissimo collegio, il Collegio Morigi http://www.collegiomorigi.it/ dotato di splendido loggiato e cortile interno, che ospita studenti di tutto il mondo che scelgono Piacenza per i loro studi universitari. 

Aspettando il concerto
Così è per i protagonisti del concerto a cui abbiamo assistito la settimana scorsa: Federico Pulina, sardo, Olga Karmyzava, russa, e Yevgeni Galanov, bielorusso, tutti pianisti poco più che ventenni, che hanno seguito a Piacenza il loro Maestro Davide Cabassi, docente di Pianoforte da due anni al Conservatorio Nicolini di Piacenza. La manifestazione si inserisce in una duplice rassegna, quella denominata Festival Borgo, e legata, appunto, al Collegio Morigi, e quella più ampia delle Proposte d'ascolto del Conservatorio, vale a dire i saggi accademici degli studenti che si trasformano, come è giusto che sia, in veri e propri concerti sparsi per la città. 

Il programma era splendido ed è stato eseguito in modo eccellente da tutti e tre i pianisti:

Federico ha suonato con solidità e rigore 12 dei 24 preludi op. 28 di Chopin; Olga ha coinvolto tutti con la sua interpretazione intensa di Humoresque op. 20 di Schumann e Yevgeni ha tenuto tutti incollati alla sedia con il virtuosismo e la poesia dei tre poemi di Gaspard de la nuit di Ravel.  

Nell'attesa dei video della serata, ascoltate questo Beethoven e Rachmaninov di Galanov:
e cliccate qui per sentire Federico Pulina nel concerto inaugurale dell'anno accademico del Conservatorio: https://youtu.be/M0TU5er_hDY

lunedì 5 giugno 2017

A Cremona per I Concerti Brandeburghesi

L'ingresso al museo/sala concerto
Una gita a Cremona un'altra volta per Bach. Ma non pianoforte solo. Ensamble strumentale con strumenti originali e clavicembalo. Fondata nel 1995 da Fabio Bonizzoni come un ensemble vocale e strumentale, La Risonanza è oggi una delle orchestre italiane su strumenti originali di maggior successo internazionale. Ha un organico variabile a seconda dei programmi proposti. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulla musica italiana di Handel e, più in generale, sul periodo dei primi decenni del ‘700, senza mai trascurare Johann Sebastian Bach.

Antonio ... Stradivari
Per noi un'esperienza nuova, con la musica barocca eseguita su strumenti originali. E senza il pianoforte protagonista. 

La sala si riempie
A parte qualche problema di intonazione soprattutto nel II concerto eseguito (e in parte nell'ultimo), è stata un'esperienza positiva anche perchè siamo entrati per la prima volta nella sala da concerto del museo del Violino dotata di un'acustica ottima e di una disposizione del pubblico (a cerchio come nei teatri antichi) molto suggestiva. 

Nella suggestiva sala del Museo del Violino
Programma:
 
Concerto brandeburghese n° 5 in Re maggiore BWV 1050Allegro – Affettuoso - Allegro
Concerto brandeburghese n° 6 in Si bemolle maggiore BWV 1051
Allegro – Adagio ma non tanto - Allegro
Suite n° 2 in Si minore BWV 1067
Ouverture – Rondò – Sarabanda – Bourrée I e II – Polonaise e Double – Minuetto - Badinerie
Concerto brandeburghese n° 3 in Sol maggiore BWV 1048
(Allegro) – Adagio - Allegro

Vedihttps://youtu.be/9DLEos-RV_4





 A seguire, giro turistico per la città, con il suo splendido Duomo.




domenica 28 maggio 2017

A Milano per MANET

Giacomo, la nonna e Anto nel quadro di Manet
Il concerto di Milano è stata l'occasione per un altro viaggio culturale, la mosttra di Manet a Palazzo Reale. Biglietti alla mano (ormai è impossibile presentarsi all'ingresso senza avere già il biglietto in mano), abbiamo fatto questa esperienza insieme alla nonna, armati di AUDIOGUIDE gratuite versione adulti e bambini. Niente fotografie, ovviamente: si deve fotografare tutto con gli occhi e sperare che qualcosa resti nell'anima, anche a loro, i più piccoli, per farli crescere meglio, più ricchi dentro, meno aridi... il mio augurio, di potersi un domani servire di questi piccoli momenti di grande cultura... letteraria, musicale, visiva. Certo, forse andare a Gardaland è più divertente, ma l'una cosa non esclude l'altra, anzi, che si facciano tutte e due, cogliendo il bello nella diversità.

Antonio e Giacomo verso la mostra
http://www.manetmilano.it/

Antonio, Giacomo con la nonna e le Audioguide

Il percorso della mostra si articola in varie sezioni corrispondenti a diverse sale:
1. Manet e la sua cerchia. "Charles Baudelaire, con cui sviluppa un profondo legame, Emile Zola, che prenderà da subito posizione difendendolo strenuamente dai rifiuti del Salon; Stéphane Mallarmé, che frequenta il suo atelier discutendo animatamente di pittura e poesia e in numerosi articoli lo elogia come caposcuola e maestro dell’”atmosfera luminosa ed elegante”; la pittrice Berthe Morisot, che diventerà nel 1874 sua cognata sposando il fratello Eugène e sarà per molti anni sua intima amica, e altri celebri artisti come Degas, Monet, Renoir."
2. Parigi città moderna.  "Manet è il più parigino dei pittori e adora la sua città. Vivrà e lavorerà sempre nei pressi della Gare Saint-Lazare, nella “nuova Parigi” che si va costruendo giorno dopo giorno sotto i suoi occhi. In questa sezione figurano opere di Paul Gauguin con La Senna al Ponte Iéna. Tempo nevoso (1875), eccezionale dipinto se si pensa che l’artista dipingeva da solo quattro anni, influenzato dalla lezione realista di Courbet; di Claude Monet con Le Tuileries (1875), dipinto dall’appartamento del collezionista Victor Choquet, dove sono raffigurati al tramonto i giardini di fronte a Rue de Rivoli e la vista dall’alto abbraccia un’ampia parte di città sino alla cupola dell’Hotel des Invalides; di Paul Signac con Strada di Gennevilliers (1883)"
3. Sulle rive.  Le marine hanno un ruolo importante nella produzione di Manet, sono gli unici paesaggi che lo hanno affascinato, forse perché conosce il mare che ha solcato fin da ragazzo in un lungo viaggio in Brasile e ha frequentato spesso le spiagge francesi. Qui sono esposte cinque sue vedute marine, tra cui spiccano le due tele Chiaro di luna sul porto di Boulogne (1869), che Antonio ha decretato essere il suo preferito della mostra.
4. Natura inanimata. In questa sezione sono esposti incantevoli dipinti floreali: due di Manet.
5. L'Heure espagnole (Maurice Ravel). Nel primo decennio della sua attività creativa, l’arte spagnola, insieme ai Tiziano e ai Rubens, esercita su Manet una forte influenza. Diffusa a Parigi sin dal 1830, ispira una voga che investe la letteratura, l’arte e il costume. E questa è stata la più musicale delle sezioni, con riferimenti a Ravel, ma anche a Bizet e la sua Carmen. 
6. Il volto nascosto di Parigi. In questa sezione è di scena la Parigi dei caffè, delle strade, delle persone meno abbienti, che fa da contraltare al lusso e all’opulenza della vita borghese, protagonista delle sezioni successive. Spicca uno dei capolavori di Manet La cameriera della birreria (1878-1879)
7. L'Opera. Anche qui, sezione musicale della mostra.  In questa sezione le opere sono dedicate al tempio dello spettacolo parigino: l’Opéra. Di Edgar Degas è esposto Il foyer della danza al teatro dell’Opéra (1872), dove andavano in scena le opere e i balletti più importanti, distrutta da un incendio nel 1873. 
8. Parigi in festa. Qui sfilano quadri di artisti che frequentano le serate di gala nei teatri parigini: da Jacques Joseph (detto James) Tissot con l’elegante Il ballo (1878), straordinaria dimostrazione di virtuosismo a Jean Béraud con Una serata (1878), perfetta illustrazione di una affollata e mondanissima soirée che pare uscire dalla Ricerca del tempo perduto di Proust, da Eva Gonzalès con Un palco al Théâtre des Italiens (1874 circa), dove abbondano i riferimenti a Manet, suo maestro.
Giacomo ne... Il balcone
9-10. L'universo femminile in bianco.... e in nero.
Sono qui presentati alcuni capolavori incentrati sulla figura femminile rappresentata nei suoi momenti intimi. Di Manet è esposta la splendida tela La Lettura (1865-1873), dove l’artista ritrae la moglie Suzanne Leenhoff.
Sempre di Manet troviamo il celeberrimo Il balcone (1868-1869), che lascia perplessi pubblico e critica al Salon del 1869 anzitutto per la scelta dei colori accesi, ma soprattutto per la sconcertante assenza di un soggetto chiaramente definito. Manet decide di rappresentare qui un istante sospeso in cui ogni personaggio appare isolato nel proprio mondo interiore, offrendoci semplicemente i loro sguardi assenti.
La tela Berthe Morisot con un mazzo di violette (1872), in cui l’artista riesce a trasmetterci, con grandissimo talento, la personalità magnetica della sua amica pittrice.


Manet Muore il 30 aprile 1883, dieci giorni dopo l’amputazione della gamba sinistra. Soffriva di un’atassia locomotoria d’origine sifilitica Viene sepolto nel cimitero di Passy. Antonin Proust, Èmile Zola, Philippe Burty, Alfred Stevens, Claude Monet e Théodore Duret sorreggono il drappo che copre la bara.

lunedì 22 maggio 2017

A PIANOCITY per Fazioli

Antonio suona da Fazioli
"I VERI PROTAGONISTI SIETE VOI, E' VOSTRA LA SCINTILLA CHE PUO' FAR ACCENDERE L'IMPOSSIBILE E RENDERE VERO L'INCREDIBILE."

Questa è l'idea di Piano City, manifestazione che riempie Milano di musica e di pianoforti, da ormai 5 anni prima dell'estate. E quest'anno, grazie alla collaborazione tra Fazioli e alcuni Conservatori di Musica italiani, ci siamo anche noi, tra il pubblico e sul palco (Antonio). Emozione, tanta, ma anche soddisfazione e gioia, perchè è il primo concerto ufficiale di Antonio. Un brano impegnativo, lungo, preparato in due mesi con il Maestro Davide Cabassi, di Johann Sebastian Bach, autore che per Antonio è da sempre un "amico". Tanta gente ad ascoltarlo tra cui tutta la truppa degli amici del passeggino... di quando ci si incontrava al Parco delle Basiliche a 1, 2 e 3 anni, con i bimbi piccoli, a scambiarsi idee su pannolini e allattamento.  Dai passeggini a Fazioli Showroom, per tutti, spettatori e performer, un salto di quialità. Antonio ha suonata Aria variata alla maniera italiana BWV 989, nell'edizione curata da Rosalyn Tureck, immensa interprete di Bach, stimata da Glenn Gould.

Dario, Antonio e Ayumi
Bravissimi anche i due compagni di avventura, Dario Zanconi, diciannovenne di Lugo (Vedi Video, Prokof'ev), e Ayumi Matsumoto (Vedi Video, Ballata per Flauto e Pf, Martin), giapponese ormai adottata da Parma, giovane pianista già affermata (classe 1996), che ha portato un programma interessante e vario, di grande difficoltà e intensità emotiva, eseguito in modo superbo. 
Messiaen, Préludes n. 8; Chopin Ballata n. 4 in fa minore op. 52 (Vedi Video Zimermann); Giuseppe Martucci, La Forza del destino, fantasia, (Vedi Video purtroppo non è Ayumi) che ha portato a Milano un po' del nostro Verdi... ottima scelta! Dario ha suonato invece un programma dedicato interamente a Rachmaninov, di elevato impegno anche "fisico", Variazioni su un tema di Corelli, op. 42 (Vedi Video); Etudes Tableaux op. 39 (n.6,8 e 9). Entrambi i ragazzi sono allievi del Maestro Andrea Padova. 

Luarda, Ayumi, Antonio, Dario
Un vero onore poter suonare un Fazioli, anche se i tre ragazzi hanno la possibilità di farlo "a casa" perchè a Parma c'è un Fazioli! 

Al pomeriggio abbiamo avito la possibilità di ascoltare un altro vero talento, Leonardo Però, quattordicenne che suona con una personalità e una tecnica assolutamente incredibili e tra tutti i ragazzi incontrati ai concorsi negli anni è sempre stato quello che mi ha colpito di più! (E infatti il prossimo anno suonerà da solista nella nuova stagione della Società dei Concerti.

In giro per la città ci siamo fermati nel cortile dell'Accademia di Brera:


Gente seduta a terra per ascoltare la musica di due pianoforti... questo è Piano City, che ci è piaciuta in tutto... o quasi.

Ecco le prove del concerto di Antonio

giovedì 18 maggio 2017

PVM a Milano per SOKOLOV

Sokolov

PROGRAMMA:
W. A. Mozart, Sonata in do magg. K545
W. A. Mozart, Fantasia in do min. K.475
W. A. Mozart, Sonata in do min. K.457
L. van Beethoven, Sonata n. 27 in mi min. op. 90
L. van Beethoven, Sonata n. 32 in do min. op. 111

I BIS:
1) F. Schubert, Momento Musicale in do magg. op.94 n.1 D 780
2) F. Chopin, Notturno in si magg. op.32 n.1
3) F. Chopin, Notturno in la bem. magg. op.32 n.2
4) J. P. Rameau, L'Indiscrete
5) R. Schumann, Arabeske op.18
6) F. Chopin, Preludio in do min. op.28 n.20



Antonio verso il conservatorio
"L'unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell'irresistibile onestà dell'arte di Grigory Sokolov. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l'esecuzione con un'intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio".

"Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica. "

"A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e una estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione è solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalità e le possibilità dello strumento con cui dovrà condividere il momento del concerto. La critica musicale è sempre affascinata dalla misteriosa abilità di Sokolov di saper ‘rileggere’ la partitura proponendo interpretazioni originali e sempre nuove dei pezzi che suona." (dalla Biografia)

Antonio tra il pubblico... non giovanissimo della Società dei Concerti
Ogni concerto di Sokolov è un vero viaggio nella musica. Si tratta di un'esperienza "mistica" e di una maratona musicale. Sokolov non ha fretta, regala al pubblico sempre 6 o 7 bis allungando di più di mezzora la durata di un suo concerto già lungo.


Antonio nel chiostro del Conservatorio G. Verdi
Ieri siamo rientrati a mezzanotte, stanchi, ma comunque soddisfatti di avere un'altra volta ascoltato dal vivo uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. Tempi, i suoi, estremamente dilatati, forse troppo, che creano continue sospensioni, come se il suono, anche una singola nota, galleggiasse nell'aria. 

Peccato per il pubblico, sala piena ma pochissimi giovani: per incoraggiare la presenza dei giovani occorrerebbe una diversa politica di prezzi. Antonio ha avuto solo 5 euro di sconto mentre a Parma, al Regio, gli studenti di cinservatorio presentando il tesserino entrano a 10 euro. Forse la Società dei Concerti non ne ha bisogno, ma il futuro della musica sì! 

Tra il pubblico, i soliti finti esperti di musica, che si atteggiavano a direttori di Sokolov, rapiti o giudicanti... li trovo sempre molto divertenti. Non è mancato il telefonino, nonostante i ripetuti avvisi a inizio spettacolo e non sono mancate le uscite prima della fine dei bis... ormai che ci sei, resta! 
Ma sono note di colore, di costume. Ciò che conta è aver messo "in saccoccia" (dato che siamo in Lombardia) un altro concerto di un grande pianista della generazione dei "grandi vecchi". Ora... largo ai giovani! Nella nuova stagione 2017/18, già appesa in foyer, ho notato parecchie presenze che vanno in una giusta direzione di rinnovamento sul palco! (E si spera anche in platea, senza per questo aver nulla contro gli anziani, di cui a breve farò parte anche io!).

Duomo LEGO